Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Fmi

La retromarcia di economisti e politici per non sbagliare di nuovo

Giovedì, 07 Gennaio 2021

Se Dante avesse dovuto scegliere un posto per gli economisti pentiti, forse li avrebbe messi nel Purgatorio. Di sicuro, oggi dovrebbero aumentarne la capienza per accogliere tutti i sostenitori dell’austerità fiscale che hanno cambiato idea in questi ultimi anni, rivalutando i vantaggi dell’intervento pubblico anche quando finanziato con il debito.

Risorse umane

Sabato, 18 Giugno 2016

“La domanda non è se farli entrare o no. E’ cosa fargli fare quando sono entrati”. Chi parla così dei rifugiati non è papa Francesco, né il capo di un’organizzazione umanitaria, ma uno di quei signori-censori che il Fondo monetario internazionale manda in giro a dare le pagelle e le ricette ai Paesi. Antonio Spilimbergo, capo-missione del Fmi in Turchia, sintetizza così i risultati del report del Fondo sull’impatto economico della crisi dei rifugiati. Che può portare, di qui al 2020, un quarto di punto di Pil in più all’Unione europea nel suo insieme, e mezzo punto di Pil alla Germania.

La tecnologia che serve al lavoro

Domenica, 01 Giugno 2014

 

I prezzi e i costi delle merci possono spiegare molto, ma non tutto. Ci sono fattori diversi, come l’innovazione e la qualità, che hanno un ruolo importante nei successi di un’economia e delle sue esportazioni. E il problema delle imprese in Italia adesso è la carenza di innovazione, non il costo del lavoro. Parola di Fondo monetario internazionale, che in poche pagine fitte di grafici e formule ha demolito, qualche settimana fa, una ventina d’anni di approcci rituali al “declino italiano”. Come spesso succede per i documenti del Fondo monetario – anche quelli più scientifici, come i paper di ricerca – non si tratta di tesi dirompenti o originali per quel che dicono, ma per il fatto che vengono proprio da lì, da uno dei centri della decisione della politica economica mondiale.

Sesso e potere al Fondo

Lunedì, 30 Maggio 2011

Ragazzi indignati in strada, anziani screditati nei palazzi. La tarda primavera del 2011, tra affaire Strauss Kahn e rivolte di piazza, ci regala questo doppio spettacolo. Da un lato, un mondo reale che si ribella e si rivolta contro le conseguenze del crollo del castello di carta dell'economia, e contro le cure (l'austerity di bilancio) che stanno facendo più male della malattia (la crisi finanziaria ed economica).

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