Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

gelmini

La storia dell'arte? Via da programmi

Venerdì, 13 Dicembre 2013

Qualche ora di geografia è rientrata, per il rotto della cuffia. Ma per la storia dell’arte no, non c’è stato niente da fare.  Nonostante una campagna virale degli insegnanti e di Italia Nostra che ha superato le 16 mila firme, testimonial eccellenti e lo stesso ministro della Cultura Massimo Bray schierato a favore, la mobilitazione per riportare in forze l’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole italiane è rimasta per ora a bocca asciutta.

2011, la guerra dei prof

Giovedì, 08 Settembre 2011

Un esercito di prof precari s'è riversato all'improvviso sulle roventi autostrade italiane. Non stanno andando al mare, però, quei 30 mila supplenti arrabbiati: sono partiti in massa a caccia di una cattedra libera, di una posizione più alta nelle graduatorie. Inseguono in macchina il sogno di un posto fisso, quello che nella loro città lo Stato non ha più i soldi per garantire.

Niente gite. L'ultima protesta

Martedì, 23 Novembre 2010

Qualcuno la definisce una forma di luddismo scolastico. Altri festeggiano, perché finalmente tutti si accorgono dei guai degli insegnanti. Chi scrive al governo, chi fa sit in per il diritto al torpedone. Alcuni presidi solidarizzano, altri provano a metterci una pezza. Lo sciopero delle gite scolastiche si estende in Italia a macchia di leopardo e mette a rischio i viaggi di istruzione della prossima primavera. E con essi, migliaia di posti di lavoro in un settore che è ormai diventato un business corposo e che teme il crollo degli ordini per i prossimi mesi.

Licei su, professionali giù

Venerdì, 03 Settembre 2010

Alla professoressa Gianna il ferragosto gliel'ha rovinato una mail. L'ha aperta per caso, per controllare se c'era qualche novità: l'estate era già stata stata laboriosa, per gli addetti alle scuole superiori, con la riforma al foto-finish. Ma al momento di partire per la montagna tutto sembrava a posto, e la sua cattedra in un buon istituto tecnico del Nord-est tranquilla in attesa al rientro. Invece no: hanno vinto gli informatici, diceva la mail collettiva. Solo loro potranno insegnare informatica ai futuri periti tecnici.

La mamma-ministro e le altre

Domenica, 09 Maggio 2010

La nursery è al piano terra dell'austero palazzone di viale Trastevere, strada di grande traffico e frequentissime manifestazioni contro la sua principale inquilina. L'hanno allestita in tutta fretta per preparare il ritorno romano della ministro-mamma, Maria Stella Gelmini. Sarà un'oasi di colore, in quel palazzaccio di marmo nel cui salone principale si rincorrono i ritratti austeri dei ministri dell'istruzione dall'unità d'Italia a oggi (32 maschi, 4 femmine).

In classe con Bossi

Domenica, 14 Marzo 2010

Sedicimila supplenti, più di 4.500 bidelli. Da qualche mese un pezzo della scuola italiana è a carico delle regioni. Che stanno sperimentando un piccolo anticipo di quel che sarà il federalismo scolastico: annunciato dal '98, poi lasciato a secco di risorse e rinviato all'infinito, oggi rinverdito per necessità. Costrette a fare rattoppi locali ai tagli nazionali, le regioni adesso scalpitano, e chiedono più poteri e più risorse in campo scolastico.

Povera scuola in povera Italia

Mercoledì, 15 Luglio 2009

Tagliata, ridotta, messa a dieta dalle scelte di bilancio ministeriali, e messa ai margini della grande politica, la scuola italiana vive un momento di grande interesse teorico: libri, convegni, ricerche, rapporti. Cresce il numero degli ricercatori e dei centri di studi che si occupano del sistema scolastico, vedendo nei suoi guasti la radice di molti mali. In particolare, di scuola si occupano molto gli economisti.

Scuola modello small

Venerdì, 01 Maggio 2009

42.000 insegnanti in meno da un anno all'altro, 8 miliardi di tagli in quattro anni, in crescendo: 456 milioni nel 2009, 1650 l'anno prossimo, 2538 nel 2011, 3188 nel 2012. Fino a poche settimane fa, erano solo numeri scritti su documenti ufficiali. Adesso, si stanno abbattendo concretamente sulla vita delle scuole italiane, man mano che ciascuna di esse viene a sapere quanti insegnanti in meno avrà l'anno prossimo. E ne trae le conseguenze: domande di tempo pieno non accolte, aumento numero degli alunni per classe, riduzione dei rientri pomeridiani e dei tempi prolungati.

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