Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Imu

Sei politico per Padoan dalla Ue

Martedì, 23 Maggio 2017

Articolo scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

In anticipo rispetto agli studenti delle scuole italiane, l’Italia ha avuto ieri la sua promozione dalla Commissione europea sulla politica economica. Ma a leggerla bene si tratta di un “sei politico”, una sufficienza data per motivi diversi dalla valutazione del merito; e accompagnata da raccomandazioni che spostano all’anno prossimo parecchie sfide, tutte difficili; tanto più in un anno pre-elettorale; e tanto più nello stesso giorno nel quale anche l’Istat certifica, con la sua nota congiunturale, una serie di problemi irrisolti dell’economia italiana.

Aumento dell'Iva, i conti del bilancio e la politica

Giovedì, 20 Aprile 2017

Articolo scritto per i quotidiani locali del gruppo Espresso

Non tutti hanno una casa, non tutti lavorano, ma tutti consumano. Per questo l’aumento dell’Iva - l’imposta che pagano i consumatori, attualmente in Italia a tre aliquote, il 4, il 10 e il 22% - è la misura più impopolare e più efficace che un ministro dell’economia possa pensare: impopolare, perché alleggerisce il portafoglio di tutti; efficace, perché ha un gettito sicuro e immediato.

Dal punto di vista redistributivo, poi, è una manovra che colpisce di più chi ha meno: poiché i più ricchi spendono di più in assoluto, ma la quota del loro reddito destinata ai consumi è minore di quella dei poveri, che finiscono per spendere quasi tutto quel che guadagnano e difficilmente mettono da parte qualcosa. È bene ricordarlo, nello stesso giorno in cui l’Istat ci ricorda che l’11,9% degli italiani vive in povertà assoluta: sono 7,2 milioni di persone, e non possono vivere solo con pane, latte e olio (i beni di “prima necessità” con l’Iva agevolata, al 4%). Ma allora perché Padoan ha ventilato la proposta di aumentare l’Iva, causando le ire del suo “ex giovane capo” (così lui stesso lo ha chiamato), Matteo Renzi, e poi ha fatto marcia indietro dopo pochi giorni?

Chi guadagna dall'abolizione delle tasse sulla prima casa

Mercoledì, 26 Agosto 2015

“Tagliare le tasse fa bene, ha un effetto positivo su chi ne beneficia se questo ritiene che l’abbattimento sia permanente”, ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan alla platea di Comunione e liberazione. La stessa davanti alla quale, il 25 agosto, il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva ribadito la sua promessa di cancellare Imu e Tasi sulla prima casa dal 2016. È probabile che il ministro abbia voluto, nel rilanciare la promessa di Renzi, calcare l’accento sull’ultima parte della sua frase: “Se ritiene che l’abbattimento sia permanente”.

Se la tassa viene cancellata ma per poco, oppure abolita ma solo per essere riproposta con altro nome, probabilmente l’effetto positivo sarà scarso. E in passato, dall’Ici all’Imu alla Tasi, di annuncio in annuncio, di abolizioni finte o provvisorie se ne sono viste fin troppe. Non a caso il nodo principale dell’abolizione delle tasse sulla prima casa (quel che resta di Imu e Tasi) è e resta la copertura finanziaria: cosa che preoccupa notevolmente i comuni, dato che l’imposizione sulla casa è l’unica di sapore federalista, oltre che l’unica di carattere patrimoniale presente in Italia.

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Per i tagli alle tasse caccia a 30 miliardi

Mercoledì, 22 Luglio 2015

Quest'articolo è stato pubblicato il 21 luglio sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Il primo giro di boa si chiama Spending Review e vale 10 miliardi. Il secondo si chiama Commissione europea, e vale almeno 16 miliardi, che potrebbero salire a 20. Questa la doppia scommessa contabile sulla cui riuscita Matteo Renzi conta per trovare i soldi necessari a finanziare il suo piano di riduzione fiscale di qui al 2018. E poiché, in tema di tasse, un’esperienza ormai antica ha mostrato la distanza tra il dire e il fare, gli occhi di tutti sono puntati lì: sulla copertura finanziaria della “rivoluzione copernicana”. Affidata a Yoram Gutgeld, commissario renziano alla spending review, e alla diplomazia del ministro Padoan presso Bruxelles.

Con un mattone al collo

Venerdì, 30 Agosto 2013

Confermando la cancellazione della prima rata dell'Imu 2013, rinviando alla legge di stabilità la decisione sulla seconda rata e spostando sulla “service tax” il compito di sostituire l'Imu nel 2014, il governo Letta-Alfano non ha solo ribadito la sua abilità sopraffina nella tattica del rinvio. È vero, di fatto non c'è ancora nulla di nuovo, tant'è che la Commissione europea aspetta lumi sulle coperture finanziarie prima di pronunciarsi sulla sparizione dell'Imu dall'orizzonte dei conti fiscale 2013. Ma questo non vuol dire che siamo al nulla di fatto: c'è molto di fatto, e tutto in negativo. Cioè in senso esattamente contrario alla equità tra cittadini, tra generazioni, tra territori. E dunque, in senso opposto a quello che un partito di pur vaga collocazione a sinistra come il Pd dovrebbe volere, e che infatti pur vagamente aveva scritto nei suoi programmi e promesso ai suoi elettori. Per questo, al di là della maggiore abilità propagandistica, sull'Imu ha davvero vinto la destra.

Il regresso dell'Imu

Mercoledì, 08 Maggio 2013

Costosa, inutile e dannosa. La prima manovra economica del governo Letta-Alfano, oltre a consegnare un plateale successo politico a Silvio Berlusconi – che vede la sua bandierina elettorale trasformata in decreto legge, il primo del neonato esecutivo – si colloca al di fuori di qualsiasi logica economica e al centro di un disegno redistributivo preciso: di censo (dai più poveri ai più ricchi), generazionale (dai più giovani ai più vecchi), territoriale (dalla periferia al centro).

La casa al centro, i giovani al margine

Mercoledì, 23 Gennaio 2013

Con chi parliamo quando parliamo di Imu? Il ritorno del settantaseienne Berlusconi, alla sua sesta campagna elettorale, ha portato con sé tra le altre cose anche il gran ritorno della questione delle tasse sulla casa in proprietà. In molti lo hanno seguito, e così il discorso pubblico si è concentrato sul numero più classico dell'anziano prestigiatore, che prova così a risalire la china ripetendo il colpaccio che già gli riuscì nel 2006. Nel terrore generale: la tassa sulla casa riguarda tutti si dice; perché quasi tutti sono proprietari in Italia, si aggiunge. Dimenticando vari dati di realtà, e soprattutto dimenticando i giovani (retoricamente messi al centro di tutto fino a pochi giorni prima), che è molto difficile che siano appena usciti dall'angoscia della seconda rata dell'Imu, semplicemente perché una casa non ce l'hanno. Lasciando stare quelli che vivono con i genitori, i dati di Bankitalia ci dicono che il 40% delle famiglie con capofamiglia sotto i 34 anni vive in affitto, e il 13% ad altro titolo diverso dalla proprietà. Allora: con chi parliamo quando parliamo di Imu?

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