Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Italia

Incognite e rischi eccezionali

Mercoledì, 15 Febbraio 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Un clima più disteso nelle trattative con la Commissione Ue, un numeretto dell’Istat che va all’insù, le baruffe politiche che per quanto accese sembrano consentire al governo Gentiloni la sopravvivenza per fare la manovra-bis, adesso, e forse anche la prossima finanziaria: può bastare questo ad allontanare le nuvole dall’economia italiana? Purtroppo la risposta è negativa, se la stessa Commissione nelle sue previsioni d’inverno parla di «rischi eccezionali» che l’Europa si trova a fronteggiare, e se guardiamo gli ultimi numeri dell’Italia in una prospettiva più lunga di qualche mese.

Lavorare invecchia, soprattutto in Italia

Martedì, 08 Novembre 2016

“Siamo in otto, ai forni. Io, che faccio 60 anni quest’anno. Un collega più grande, ne ha 61 e deve stare altri due anni qui. Poi uno di 58 e un altro di 55”. La squadra dei forni alle fonderie Zen, in Sant’Agostino di Albignasego (provincia di Padova) è fatta per metà da operai sopra i 55 anni. Ce la presenta Diego Panizzolo, che è il secondo per età e precisa: ci sono anche “due ragazzi di 50-51 anni”, e infine due giovani veri, uno di 38 e l’altro di 35.

Culle vuote per paura del futuro

Sabato, 22 Ottobre 2016

Commento pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 22 ottobre 2016

Culle vuote, anzi deserte. Se il 2015 è passato alla storia della demografia come l’anno del picco delle morti, il 2016 rischia di consegnare un altro primato, non meno triste. Lo ha notato ieri la Repubblica, mettendo in fila i dati mensili che arrivano dall’Istat sulle nascite, aggiornati a giugno 2016. Nei primi sei mesi dell’anno il trend discendente delle nascite è proseguito, anzi si è accentuato vertiginosamente. Tranne il mese di febbraio, tutti gli altri hanno consegnato sistematicamente un segno “meno” rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E così, nel primo semestre le nascite in Italia si sono fermate poco sopra quota 221.000, contro le 236.000 dell’anno precedente. In percentuale, si tratta di un calo del 6%. Per fare un confronto, basti dire che nel 2015 – che finora era considerato l’anno più negativo, quello nel quale si è scesi sotto la soglia del mezzo milione di neonati – la riduzione sull’anno precedente era stata del 3,1%.

Il Paese di Ciampi

Sabato, 17 Settembre 2016

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso il 17 settembre

Nello stesso giorno nel quale i leader europei si riunivano a Bratislava per cercare di arrestare la crisi verticale dell’Unione, se n’è andato l’uomo senza il quale forse l’Italia non sarebbe a quel consesso nel gruppo di testa. L’ingresso dell’Italia nella moneta unica europea è l’eredità storica di Carlo Azeglio Ciampi, sintesi della sua visione della politica economica e della politica tout court, e anche della continuità del suo operato, dalla Banca d’Italia al governo al Quirinale.

Il debito buono, quello cattivo e i mercati

Domenica, 19 Luglio 2015

Quest'articolo è stato pubblicato il 18 luglio sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Ha choccato tutti l’ultima previsione del Fondo monetario, che in un breve memorandum di tre paginette, pubblicato dopo la firma dell’accordo tra il premier greco Tsipras e l’eurogruppo, ha detto che entro due anni il debito pubblico greco salirà al 200% del Pil: vale a dire che, se le cose vanno avanti così, entro breve i greci si troveranno sulle spalle un debito pari al doppio di tutto quello che producono in un anno. Eppure, a quasi diecimila chilometri di distanza e molto più su nella scala delle potenze, c’è un paese che ha un debito pubblico pari quasi al 240% del suo prodotto: il Giappone. E, se proprio vogliamo parlare di potenze, ci sono gli Stati Uniti con un debito pari al 122% del loro Pil. E allora, quand’è che un debito è “cattivo”, o meglio, quando è insostenibile?

In Itala diventare poveri è più facile che nel resto d'Europa

Giovedì, 09 Luglio 2015

La povertà scoperta. In senso letterale: nel nostro paese, la povertà non è quasi per niente coperta dal sistema di protezione sociale pubblico, e siamo in questo diversi dal resto d’Europa. Lo sapevamo, lo “stress test” della crisi lo ha brutalmente confermato: la crisi del 2008-2014 ha fatto aumentare di un terzo il tasso di povertà e ci ha consegnato in eredità quattro milioni di “poveri assoluti” in più.

Torte torce e auguri

Lunedì, 29 Dicembre 2014

Ho conosciuto Alessandra, il giorno dopo Natale. Alessandra è un’architetta, da un po’ di tempo gestisce un bed and breakfast nel centro di Roma. Ci ha parlato delle torce. «Ai miei ospiti do le torce, quelle a pile. Perché le chiese di Roma sono tutte buie dentro, certi quadri e opere d’arte si possono vedere solo così. E sapessi come sono contenti quando tornano la sera, ognuno con la sua torcia!». Non si limita a dare le torce, Alessandra.

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