Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Keynes

C'era una volta la Germania

Mercoledì, 21 Gennaio 2015

Citazione buona per Draghi e i suoi oppositori della Bundesbank domani, per le elezioni greche domenica. E per noi sempre. "La politica di ridurre la Germania in servitù per una generazione, di degradare la vita di milioni di esseri umani e di privare un'intera nazione della felicità dovrebbe essere odiosa e ripugnante: odiosa e ripugnante anche se fosse possibile, anche se ci arricchisse, anche se non fosse fonte di rovina per tutta la vita civile d'Europa.

I Lumi dei beni comuni

Mercoledì, 06 Febbraio 2013

È un attacco su un doppio fronte, quello che Laura Pennacchi porta nel suo libro “Filosofia dei beni comuni”, nel quale affronta, analizza e contesta il pensiero dominante sui rapporti tra la sfera dell'economia e la sfera pubblica. Da un lato, c'è la critica del pensiero che si è affermato nell'ultimo trentennio, che possiamo per semplicità definire “neoliberista” – il pensiero guidato dall'individualismo metodologico, brutalmente riassunto dalla celebra frase di Margareth Thatcher all'apice del suo potere: “La società non esiste”. Dall'altro, c'è l'attacco a quella che Pennacchi definisce “la mistica del bene comune”,

Tremonti e gli economisti

Lunedì, 07 Settembre 2009

Oltre che i giornalisti, i portavoce Ue, gli insegnanti meridionali, i fannulloni, i giudici e gli immigrati, il governo ha scelto gli economisti come nuovo chiodo a cui appendere la rabbia collettiva. Attaccati in blocco come “maghi e stregoni”, alcuni economisti hanno risposto con una lettera aperta nella quale rivendicano il diritto di parola.

Un premio Nobel keynesiano

Lunedì, 13 Ottobre 2008

Il Nobel all'economia, nei giorni del crollo del turbocapitalismo, è andato a Paul Krugman. Non a Keynes in persona come qualche provocatore aveva proposto, ma a uno dei più famosi keynesiani viventi. L'economista di Princeton che, dalle colonne del New York Times, ha smontato pezzo a pezzo la politica economica di Bush come le sue avventure belliche. E che, con i suoi studi sui modelli di commercio e sulla localizzazione delle attività economiche, ha dimostrato che non sempre il mercato lasciato a se stesso funziona perfettamente.

Il Nobel? Diamolo a Keynes

Venerdì, 10 Ottobre 2008

Lunedì 13 ottobre i saggi di Stoccolma dovranno assegnare il Nobel per l'economia tra le macerie dell'economia. Compito difficile se non impossibile. Una proposta: perchè non assegnarlo a John Maynard Keynes? Com'è noto, il Nobel per l'economia è stato istituito nel '69, per cui l'hanno vinto alcuni (non tanti) keynesiani ma non il capostipite. Vista l'eccezionalità della situazione, e visto che oggi siamo tutti keynesiani (anche quelli che fino all'altro ieri sputavano fiele sull'intervento pubblico nell'economia), perché non attribuire un Nobel alla memoria?

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