Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

lavoro

Il mercato delle donne

Martedì, 01 Luglio 2014

N. D. Non Disponibile. La maggior parte delle aziende italiane risponde così alla domanda sui dati dei salari di uomini e donne. Il dato non è disponibile. Eppure la domanda non viene da sindacalisti fastidiosi o giornalisti ficcanaso, ma da una legge dello Stato: quella che ormai da più di vent’anni prevede “azioni positive per la parità tra uomini e donne sui luoghi di lavoro”.

Il bimbetto dove lo metto

Venerdì, 13 Giugno 2014

«Ferie? Che ferie? Io lavoro tutta l’estate, anche ad agosto, il call center non chiude. Il nido invece sì, quindi ho dovuto chiedere il part time a sei ore per un mese. Mi alterno col mio compagno, che invece prende un po’ di congedo di paternità, a stipendio ridotto».  L’estate di Ambra non è un tuffo nel mare ma uno slalom tra contratti, servizi che non ci sono e sacrifici economici. E dire che Ambra ha una sola figlia, piccolina. Invece Jessica, che di figli ne ha due, ormai di tagli è un’esperta: «Io non mi vergogno a dirlo: per qualche anno non sono andata in vacanza per pagare i centri estivi».  Siamo a Roma, zona Castelverde. Un quartiere che qualche anno fa ha attratto, con la sua ondata di cemento fresco appena fuori del Raccordo anulare, molte giovani coppie; e che quindi adesso si presenta fitto di case e bambini. Ma ha pochi servizi per accoglierli, dalla nascita in poi. E il problema, che c’è tutto l’anno, esplode d’estate con la chiusura delle scuole.

La tecnologia che serve al lavoro

Domenica, 01 Giugno 2014

 

I prezzi e i costi delle merci possono spiegare molto, ma non tutto. Ci sono fattori diversi, come l’innovazione e la qualità, che hanno un ruolo importante nei successi di un’economia e delle sue esportazioni. E il problema delle imprese in Italia adesso è la carenza di innovazione, non il costo del lavoro. Parola di Fondo monetario internazionale, che in poche pagine fitte di grafici e formule ha demolito, qualche settimana fa, una ventina d’anni di approcci rituali al “declino italiano”. Come spesso succede per i documenti del Fondo monetario – anche quelli più scientifici, come i paper di ricerca – non si tratta di tesi dirompenti o originali per quel che dicono, ma per il fatto che vengono proprio da lì, da uno dei centri della decisione della politica economica mondiale.

Largo alle donne, anzi no

Martedì, 29 Ottobre 2013

Qualche giorno fa la Commissione europea ha dato un raro voto positivo all'Italia, nel rendere noti i dati sulla presenza delle donne nelle posizioni di vertice. Il segno “più” è relativo alla quota femminile nei board delle società quotate in borsa – dove la presenza di donne è salita in due anni e mezzo di 8,4 punti percentuali, raggiungendo quota 12,9: molto al di sotto della parità, e anche della media Eu 28 (che è 16,6%), ma comunque in rapida ascesa rispetto al 2010.  Nel dare i nuovi numeri, la direzione Giustizia della Commissione europea ne attribuisce il merito all'introduzione della legge sulle quote di genere, entrata in vigore per le società quotate nell'agosto 2012.

L'Istat: Italia all'ingiù, le donne corrono al lavoro

Mercoledì, 22 Maggio 2013

Articolo scritto con Gina Pavone. Il prodotto lordo che in termini reali scende del 2,4%. La domanda interna che va ancora peggio (meno 3,2% i consumi, meno 1,6% gli investimenti fissi lordi). Il potere d'acquisto delle famiglie che registra una “caduta di intensità eccezionale”: meno 4,8%. E la più forte riduzione della spesa per consumi da parte delle famiglie dall'inizio degli anni '90.

E per capofamiglia mamma

Venerdì, 05 Aprile 2013

 

Donne al fronte. Non stiamo parlando delle novità dell'esercito americano, ma delle nuove truppe in prima linea nella guerra dell'economia italiana. Nel paese con più bassa occupazione femminile d'Europa, sta succedendo qualcosa di nuovo. Al quinto anno di crisi, sono sempre più le coppie che per sopravvivere contano solo sul reddito femminile. Cassiere e professioniste, insegnanti e cameriere, badanti ed interpreti: c'è tutta la geografia dei lavori, nell'emersione delle nuove “breadwinner”. Parola che in inglese indica la persona che porta il reddito principale in famiglia, il procacciatore di cibo; e in italiano è per lo più stata declinata nel maschile “capofamiglia”. Fino all'ultima crisi, che ha rimescolato le carte e i ruoli. Con conseguenze non sempre prevedibili.

Qualcosa, e presto

Mercoledì, 13 Marzo 2013

Sto facendo una serie di interviste sulla crisi economica. Non agli esperti, non a chi decide, non agli economisti, non a chi fa politica o sindacato. A chi la subisce. Spesso l'intervista non sa come finire, perché la persona che racconta si mette a piangere e io non so che dire. Se non pubblicare qui uno sfogo, in forma di domanda: ma di cosa stiamo parlando? E il numero dei parlamentari, e gli stipendi blu, e i processi di Berlusconi, e i giudici, e la legge elettorale...

35,3%

Venerdì, 08 Febbraio 2013

Mettono sempre a disagio, gli attacchi (e anche le difese) personali quando si parla di lavoro, vita, cose dure e crude del quotidiano. Parlo del caso di Giulia Ichino, figlia del giuslavorista e parlamentare Pietro, e del suo giovane contratto a tempo indeterminato in Mondadori. Propongo un numero-luna a cui guardare invece che al dito: 35,3%.

2875000

Giovedì, 07 Febbraio 2013

Due milioni ottocentosettantacinquemila disoccupati. Più 520.000 in cassa a zero ore. Non per turbare il clima del Monti dal volto umano, cagnolini e birrette. Per carità. Non sono tanto esperta da dire se serve, non serve, era meglio il loden, per fortuna che ha buttato il loden. Però visto che si parla di umanità, una parolina su quei 3.395.000 milioni di persone (disoccupati + cig, senza contare quelli che i tecnici definiscono gli "scoraggiati") si poteva chiedere o dare. Così, per empatia. Il contrario dell'apatia.

La casa al centro, i giovani al margine

Mercoledì, 23 Gennaio 2013

Con chi parliamo quando parliamo di Imu? Il ritorno del settantaseienne Berlusconi, alla sua sesta campagna elettorale, ha portato con sé tra le altre cose anche il gran ritorno della questione delle tasse sulla casa in proprietà. In molti lo hanno seguito, e così il discorso pubblico si è concentrato sul numero più classico dell'anziano prestigiatore, che prova così a risalire la china ripetendo il colpaccio che già gli riuscì nel 2006. Nel terrore generale: la tassa sulla casa riguarda tutti si dice; perché quasi tutti sono proprietari in Italia, si aggiunge. Dimenticando vari dati di realtà, e soprattutto dimenticando i giovani (retoricamente messi al centro di tutto fino a pochi giorni prima), che è molto difficile che siano appena usciti dall'angoscia della seconda rata dell'Imu, semplicemente perché una casa non ce l'hanno. Lasciando stare quelli che vivono con i genitori, i dati di Bankitalia ci dicono che il 40% delle famiglie con capofamiglia sotto i 34 anni vive in affitto, e il 13% ad altro titolo diverso dalla proprietà. Allora: con chi parliamo quando parliamo di Imu?

L'esercito di leva della grande recessione

Sabato, 10 Novembre 2012

Una fila interminabile di macchine vecchie, cariche all'inverosimile e di gente e masserizie, in marcia sulla Highway 66. Se la Grande Depressione ci rimanda alla mente le immagini di Furore, dei contadini cacciati dalle loro terre e in cerca di futuro verso la terra promessa dell'ovest, la Grande Recessione dei nostri anni è ancora in cerca di una narrazione e un'immagine.

Fornero tiene falsi 'cocopro'

Sabato, 10 Novembre 2012

Caro ministro del lavoro, lei ha violato le leggi sul lavoro e dunque è multato dagli ispettori del lavoro a pagare al più presto un milione e mezzo di euro al ministero del lavoro. Potrà sembrare surreale, ma la scenetta appena descritta è pura cronaca. Svoltasi all'Isfol, istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, di diretta emanazione del ministero adesso guidato da Elsa Fornero.

Che ci faccio io qui

Sabato, 13 Ottobre 2012

 

Di solito non firmo appelli, convocazioni, documenti... Niente, se non articoli e lettere. Ma stavolta ho aderito, anzi sono tra i "primi 100" (!), di questo gruppo, o movimento, o programma, che si chiama "ricomincia da te", e/o "su la testa". Perché mi piace il metodo, dal basso. Perché mi piace anche il merito, da sinistra. Perché tra i promotori ci sono un po' di amici e un po' di sconosciuti. Perché è aperto a tutti. Perché insomma, è ora di darsi una mossa.

Ecco il testo del "Perché siamo qui". Tutte le altre info su ricominciadate.it

Guai ai giovani/2

Lunedì, 08 Ottobre 2012

Di numeri neri sui giovani ne esce uno al giorno, dunque non è una gran trovata dire che sono gli under 35 quelli/e che stanno pagando di più la crisi. Questo grafico (elaborato dal Cerm) però ha il pregio di sintetizzare due questioni: generazione e genere. Le linee sui vari toni del verde sono delle donne, quelle che sul celeste/blu/nero sono dei maschi. Viene fuori che da anni...

Più laureate, meno pagate. Il gender gap col tocco

Lunedì, 13 Agosto 2012

(scritto con Paola Villa)

Le lauree che danno minori sbocchi lavorativi sono anche quelle più “povere” e con maggior impatto sullo squilibrio di genere: lo dicono i dati Istat sulla condizione occupazionale dei laureati (Indagine 2011 sui laureati del 2007). In un precedente articolo abbiamo analizzato i dati sugli sbocchi occupazionali, evidenziando l'impatto della crisi economica sulla probabilità dei neolaureati di trovare lavoro, e il relativo gap di genere, notando che le neolaureate hanno minore probabilità di trovare lavoro rispetto ai colleghi maschi per tutti i tipi di laurea e tutte le discipline, ma la misura dal gap è differente per le diverse discipline: si evidenzia una penalizzazione, anche dal punto di vista di genere, per gli indirizzi geo-biologico, giuridico, letterario, psicologico e linguistico.

Riforma del lavoro: ci basta?

Mercoledì, 11 Aprile 2012

E al capo V del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, sotto la voce “ulteriori disposizioni”, arrivano le voci rubricate come “donne”: dimissioni in bianco, figli, baby sitter. Troppo poco? Un primo segno? Ne l'uno né l'altro. Perché per capire quello che la riforma significa per le donne, conviene guardare al tutto, non solo al ripristino del contrasto alle dimissioni in bianco, al mini-mini congedo di tre giorni continuativi di paternità obbligatoria, e ai buoni per pagare le baby sitter invece di prendersi le aspettative facoltative per maternità.

Diritto allo studio. Dell'italiano

Mercoledì, 29 Febbraio 2012
Il governo B. è andato, ma quasi tutto quel che ha fatto – o non ha fatto – è ancora qui. Anche le cose dimenticate, quelle che hanno preso per giorni e giorni i titoli e la propaganda quotidiana, e poi ci siamo lasciati dietro di noi senza pensarci più. Tra queste, chi ricorda il grande battage che ha accompagnato l'introduzione dell'obbligo per gli stranieri immigrati in Italia di imparare l'italiano e conoscere i fondamentali della nostra Costituzione?

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