Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

povertà

La povertà e le risorse disperse

Mercoledì, 01 Marzo 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Se i robot lavorano per noi, non è necessariamente un male: possiamo redistribuirci la ricchezza che producono assegnandoci un minimo vitale uguale per tutti. È questa la filosofia alla base del reddito di cittadinanza versione californiana: i visionari della Silicon Valley, abituati a pensare in grande, non hanno timore a misurarsi con un’utopia antica, che comincia nel Settecento, agli albori della prima Rivoluzione industriale. La proposta nel Novecento ha attraversato destra e sinistra, con accesi fautori e grandi avversari in tutti e due i campi, contrapponendo i sostenitori del diritto al lavoro a quelli del diritto al reddito. Adesso che non abbiamo né l’uno né l’altro, piomba sul nostro welfare incerto, anche in virtù della breve gita di Renzi nella Silicon Valley.

Chi ha pagato davvero il prezzo della crisi

Mercoledì, 15 Luglio 2015

“Dalla culla alla tomba”, era il celebre motto del piano Beveridge nell’Inghilterra del dopoguerra, secondo il quale il welfare doveva proteggere le persone dalla nascita alla morte. Quello italiano si è dimenticato di un bel pezzo del percorso, soprattutto dalle parti delle culle: lo confermano i dati Istat sulla povertà relativi al 2014.

In quello che dovrebbe essere ricordato come l’ultimo anno della lunga recessione cominciata sei anni prima, l’Italia ha contato 4.102.000 persone in povertà assoluta e 7.815.000 in povertà relativa: in entrambi i casi l’incidenza della povertà è tanto più alta quanto più bassa è l’età delle persone.

In Itala diventare poveri è più facile che nel resto d'Europa

Giovedì, 09 Luglio 2015

La povertà scoperta. In senso letterale: nel nostro paese, la povertà non è quasi per niente coperta dal sistema di protezione sociale pubblico, e siamo in questo diversi dal resto d’Europa. Lo sapevamo, lo “stress test” della crisi lo ha brutalmente confermato: la crisi del 2008-2014 ha fatto aumentare di un terzo il tasso di povertà e ci ha consegnato in eredità quattro milioni di “poveri assoluti” in più.

Gli italiani malati che non riescono a curarsi

Martedì, 07 Luglio 2015

All’inizio era un normale mal di denti, poi è diventato un ascesso e piano piano è salito al cervello. Quando il ragazzo è arrivato in ambulatorio, non c’era quasi più niente da fare. Ascesso cerebrale, il corpo bloccato da una semiparesi. Persa la funzione della parola. È successo a Roma, che un giovane di ventisei anni sia rimasto semiparalizzato per non aver curato un mal di denti. Fosse stato italiano, il caso sarebbe esploso come emblema di malasanità. Ma Jovan Firlovic, 26 anni, è un rom. Uno dei pochissimi del suo campo – quello di via di Salone, a Roma, un grande insediamento steso tra la via Prenestina e il raccordo anulare – che ce l’aveva fatta, a finire le scuole medie e a frequentare anche due anni di istituto tecnico. Inutile, perché adesso è afasico, e immobilizzato. 

La scomparsa dei poveri

Lunedì, 24 Novembre 2014

Miracolo: a Napoli sono spariti i poveri. Così come anche nelle altre grandi città. Dove in pochissimi si sono messi in fila per avere il sostegno minimo per i più poveri, introdotto quest’anno per la prima volta in via sperimentale. E ancor più pochi sono riusciti ad averlo. Così, risulterebbero a Napoli poco più di un migliaio di famiglie povere, a Milano neanche 800.

Abituarsi a vivere nell'economia del meno

Venerdì, 14 Novembre 2014

Dimenticate la normalità. Non tornerà più, per lo meno nell’economia. Instabilità e crisi ormai sono il pane quotidiano, e mai più avremo la crescita così come l’abbiamo conosciuta. Dunque, meglio adattarsi al nuovo stato e vivere al meglio; evitando di prendere strade sbagliate che peggiorano la situazione: come quella che l’Europa continua a percorrere e che porterà – se Frau Merkel non cambia rotta – alla sua fine. Parola di James K. Galbraith, economista americano.

Blue Jasmine, o la caduta del top 1%

Giovedì, 26 Dicembre 2013

Commesse di ipermercati di basso prezzo al fianco di eleganti donne in chanel. Cravatte dozzinali della festa e pulloverini casual a bordo piscina. Il top degli attici di Manhattan e le periferie operaie di San Francisco. Chi è corso al cinema, dai primi di dicembre, per godersi l’ultimo film di Woody Allen, può essere stato colpito da questi contrasti duri.

Lotta alla diseguaglianza, al cinema

Lunedì, 30 Settembre 2013

 

“Ho scritto tredici libri, sono stato nello staff della Casa bianca, mi sono candidato... Questa è l'ultima possibilità. Se non riesco a convincervi, rinuncio”. Bob Reich, economista-guru di Berkeley, già ministro del lavoro con Clinton e adesso consulente di Obama, debutta sugli schermi, per spiegare all'America e al mondo intero che la diseguaglianza ha raggiunto livelli inaccettabili e insostenibili. “Inequality for all” è il titolo del docu-film di cui Reich è protagonista e ispiratore (il suo libro Aftershock, edito in Italia da Fazi, è la base del plot).

La zolla d'Europa

Mercoledì, 15 Febbraio 2012

"Nessun essere umano è un'isola, intero in se stesso, ognuno è un pezzo di un continente, una parte del tutto. Se una zolla è lavata via dal mare, l'Europa si fa più piccola, come se fosse sparito un promontorio, o il maniero di un tuo amico, o la tua stessa dimora”... Chissà se John Donne è mai venuto in mente agli affossatori dell'Europa, quelli che negli ultimi anni hanno inanellato decine e decine di vertici inutili, vedendo man mano staccarsi la zolla più antica: la Grecia.

A proposito dei "figli di mamma"

Mercoledì, 08 Febbraio 2012

Vabbè, se la sono andata a cercare, con quelle frasi da Signora Contessa anno 2012 sui giovani d'oggi e i posti (al plurale per carità) dove devono stare. Vabbè, hanno dimostrato di non avere neanche mai visto uno di quei curriculum che girano e che capitano in mano a chi cerca giovani “bravi e preparati”, e si trova davanti un lungo elenco di titoli, pubblicazioni e lavori disparati, in tutti i luoghi della scala sociale e in diversi punti del globo. Vabbè, questi ministri tecnici vivono completamente fuori dal mondo reale. Ma è un buon motivo per prendersela con i figli e le figlie?

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