Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

precari

La scuola ricomincia tra confusione e mezze rivoluzioni

Martedì, 01 Settembre 2015

Guardata dal lato della cattedra, la riforma della scuola è una bolgia e una mezza rivoluzione. Il ministero l’ha divisa in fasi (quelle di attuazione della cosiddetta Buona scuola), numerandole da uno a tre: nella prima, ci sono i “salvati”, quelli che sono già entrati in ruolo secondo il vecchio metodo dello scorrimento delle graduatorie e sono andati a sostituire 29mila docenti andati in pensione.

I posti scoperti della "buona scuola"

Venerdì, 28 Agosto 2015

Questo commento è stato pubblicato il 28 agosto sui quotidiani locali del gruppo L'Espresso

Più giuristi che matematici, un buon numero di domande non valide, e un esercito di prof con la valigia in migrazione da Nord a Sud. Mentre si avvicina, in molte regioni, il primo giorno dell’anno uno della “buona scuola”, i numeri e le precisazioni che vengono fuori dal ministero svelano, a poco a poco, quello che gli studenti troveranno quando entreranno in classe: qualcosa di nuovo, e molto d’antico.

La Buona scuola non cancella il precariato

Venerdì, 21 Agosto 2015

Ventitremila maestre della scuola materna. Dai venti ai trentamila supplenti annuali. Più le migliaia di abilitati entrati in graduatoria fuori tempo massimo per mano del giudice. Senza contare le decine di migliaia di iscritti alle liste d’attesa d’istituto. È abbastanza nutrita la schiera dei precari rimasti dopo il piano straordinario di assunzioni della Buona scuola.

La guerra geografica della buona scuola

Lunedì, 17 Agosto 2015

Adesso si aspetta solo il tweet di Salvini contro l’invasione scolastica dei professori terroni. A tre giorni dalla chiusura delle domande per il piano straordinario di assunzioni abbinato dal governo alla riforma della scuola, è evidente nei numeri quel che era scritto nel mondo della scuola, a caratteri cubitali, da decenni: la maggior parte dei precari da assumere sta al sud, mentre gli insegnanti servono di più al nord. E non è – stavolta – colpa di Renzi.

Buona scuola, emendamenti e diktat

Martedì, 21 Aprile 2015

Si tratta di 1940 emendamenti e quasi 900mila lettere. Mentre alla Camera arriva la carica delle modifiche proposte alla Buona scuola, il premier annuncia di voler scrivere una lettera a tutti i docenti italiani, per spiegar loro i motivi della riforma. E abbassare così la partecipazione a quello sciopero del 5 maggio che, ha detto ieri in una intervista radiofonica, “mi fa ridere”. Ma è molto probabile che, per quella data, il ddl alla camera avrà fatto ben pochi passi in avanti.

Ma con la Buona scuola i precari restano

Domenica, 05 Aprile 2015

All'inizio dovevano essere 150.000. Poi, nel disegno di legge sulla “Buona scuola”, sono diventati 100.701: quasi il 10 per cento dell’organico attuale delle scuole. Ma alla fine i precari assunti dal primo settembre potrebbero essere solo 50-60.000. Perché l’operazione parta, infatti, serve che la legge sia approvata in tempi rapidi entro fine maggio.

Quanto costa (meno) un precario

Mercoledì, 29 Ottobre 2014

Diecimila euro l’anno. Questa la paga del precario, secondo gli ultimi dati Inps, anno 2013. Anno nel quale sono crollati i collaboratori a progetto (sospinti dalla riforma Fornero nelle gelide terre delle partite Iva) ed è salita l’età media del precariato meno precario, quello dei parasubordinati. L’ultima fotografia del mondo del lavoro-non-più-fisso rivela che molte cose sono cambiate tra collaboratori e professionisti.

Fornero tiene falsi 'cocopro'

Sabato, 10 Novembre 2012

Caro ministro del lavoro, lei ha violato le leggi sul lavoro e dunque è multato dagli ispettori del lavoro a pagare al più presto un milione e mezzo di euro al ministero del lavoro. Potrà sembrare surreale, ma la scenetta appena descritta è pura cronaca. Svoltasi all'Isfol, istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, di diretta emanazione del ministero adesso guidato da Elsa Fornero.

Generazione 500 euro

Mercoledì, 02 Marzo 2011

Generazione mille euro, pensione a cinquecento. È una vecchiaia da poveri, quella che attende diverse centinaia di migliaia di lavoratori precari con contratto di collaborazione esclusiva. Quelli che, oltre al rinnovo del contratto e a un lavoro migliore, sognano la "busta arancione" che i loro colleghi svedesi ricevono dallo Stato, con su scritta la probabile pensione futura.

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