Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

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Salari, l'autunno caldo di Draghi e Lagarde

Sabato, 14 Ottobre 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Contrordine: la moderazione salariale non è più una virtù. Mentre un po’ ovunque cominciano le celebrazioni del cinquantenario del ’68, sulle barricate salgono uomini e donne in doppiopetto e tailleur. Come Mario Draghi e Christine Lagarde, che dai rispettivi scranni – Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – hanno lanciato nei giorni scorsi un messaggio univoco: c’è bisogno di salari più alti. Di questo passo, c’è il rischio che Susanna Camusso e i suoi colleghi sindacalisti in tutto il mondo restino disoccupati, se la difesa dei redditi da lavoro viene da quelle sedi che fino a poco fa davano invece argomenti alle controparti.

Economia. La visione in controluce di un paese che cerca aiuti

Giovedì, 14 Settembre 2017

Editoriale pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

"In un attimo c’è il tempo / per decisioni e revisioni / che un attimo invertirà”. Finisce con una citazione di Thomas Eliot il rapporto congiunturale d’autunno presentato ieri dalla Confindustria. Leggere versi dopo una scarica di slide non è proprio frequente, e ancor più raro è il connubio tra la poesia e la “scienza triste”, come si dice dell’economia. Ma i rappresentanti degli imprenditori italiani devono aver deciso di finire in lirica per rafforzare il messaggio: sbrigatevi. Quella frase contiene i due poli del rapporto presentato ieri: positivo nelle stime sulla crescita, negativo in quelle sul lavoro dei giovani. E dà il senso di un’urgenza, la necessità di cogliere l’attimo; con il che si salta subito nella prosa della prossima manovra economica, alla quale l’associazione padronale chiede molti più soldi in forma di sgravi alle imprese che assumono.

Quanto costa (meno) un precario

Mercoledì, 29 Ottobre 2014

Diecimila euro l’anno. Questa la paga del precario, secondo gli ultimi dati Inps, anno 2013. Anno nel quale sono crollati i collaboratori a progetto (sospinti dalla riforma Fornero nelle gelide terre delle partite Iva) ed è salita l’età media del precariato meno precario, quello dei parasubordinati. L’ultima fotografia del mondo del lavoro-non-più-fisso rivela che molte cose sono cambiate tra collaboratori e professionisti.

La diseguaglianza ci fa male

Giovedì, 29 Maggio 2014

Alzare i salari più bassi, abbassare i redditi al top. Scuole e quartieri sani, per tutti i bambini. E un’economia che torna a crescere. Ecco come combatterebbe la diseguaglianza Alan Krueger, capo degli economisti di Obama negli anni più turbolenti della Grande recessione.  Anni duri, dopo i quali è arrivata una crescita modesta,  e una forte discussione pubblica sulla diseguaglianza. La forbice tra ricchi e poveri che si allarga, il ceto medio che sparisce, la terra delle opportunità che diventa un pantano dell’immobilità sociale: tutti temi che dalle dispute teoriche sono saltati nell’agone politico – al top dell’agenda di Obama – e nella discussione quotidiana.  Con Krueger, che sarà il 30 maggio a Trento nella giornata di apertura del Festival dell’economia, proviamo a capire il perché della nuova passione degli Stati Uniti per l’eguaglianza, e quanto questo discorso riguarda la sconquassata Europa, che dalla recessione non è ancora uscita. 

Che ci faccio io qui

Sabato, 13 Ottobre 2012

 

Di solito non firmo appelli, convocazioni, documenti... Niente, se non articoli e lettere. Ma stavolta ho aderito, anzi sono tra i "primi 100" (!), di questo gruppo, o movimento, o programma, che si chiama "ricomincia da te", e/o "su la testa". Perché mi piace il metodo, dal basso. Perché mi piace anche il merito, da sinistra. Perché tra i promotori ci sono un po' di amici e un po' di sconosciuti. Perché è aperto a tutti. Perché insomma, è ora di darsi una mossa.

Ecco il testo del "Perché siamo qui". Tutte le altre info su ricominciadate.it

Quanto costa un'ora di lavoro

Domenica, 23 Ottobre 2011

Tragedia sul lavoro, e tragedia del salario. Oltre che per la loro morte sotto le rovine del maglificio abusivo in cui lavoravano a Barletta, Matilde Doronzo, Giovanna Sarzano, Antonella Zaza e Tina Ceci saranno ricordate per la loro paga, quei quattro euro all'ora emersi dalle macerie come un'insopportabile realtà nell'Italia del 2011. Ma quanto sono distanti le loro paghe in nero dalle paghe legali? Se questi sono i livelli salariali del sommerso, che secondo l'Istat riguarda almeno 3 milioni di lavoratori, quanto vale il lavoro regolare? E come cambiano le cose da settore a settore?

Chi ha beffato gli operai

Venerdì, 27 Marzo 2009

Sorpresa, è ricomparsa la produttività. Nel pieno della recessione più grave dal 1929, nel vortice di un Pil che precipita del 2 per cento o forse più, con l'industria che chiede fondi e i soldi per la cassa integrazione che stanno finendo, l'Istat rivede le statistiche degli anni scorsi e annuncia: non andava poi così male. Anzi, l'industria italiana che è entrata in crisi era appena uscita da un piccolo boom. E il miracolo retroattivo scatena le polemiche: di quelli che “l'avevamo detto che il declino non c'era”, e dei critici del nostro istituto nazionale di statistica.

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