Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

tasse

"Non serve abbassare le tasse, servono investimenti pubblici"

Lunedì, 26 Ottobre 2015

Intervista a Mariana Mazzucato fatta per i quotidiani locali del gruppo Espresso, pubblicata il 25 ottobre 2015

Abbassare le tasse non servirà a garantire la crescita. Perché l’Italia e l’Europa ripartano, sono necessari investimenti pubblici diretti. Mariana Mazzucato , economista brillante e autorevole, autrice di quello che il Financial Times ha proclamato il miglior libro dell’anno – The Entrepreneurial State , in italiano “Lo Stato innovatore” (Laterza) -, sostiene e dimostra tesi che dalle nostre parti sono controcorrente. Ma che altrove sono a pieno titolo nel dibattito politico: chiamata nel consiglio economico del governo scozzese, e nella squadra degli economisti del nuovo leader del Labour Jeremy Corbyn(con il Nobel Stiglitz e lo studioso delle diseguaglianze Thomas Piketty),Mazzucato si divide tra l’università del Sussex e numerosi impegni internazionali.

Chi guadagna dall'abolizione delle tasse sulla prima casa

Mercoledì, 26 Agosto 2015

“Tagliare le tasse fa bene, ha un effetto positivo su chi ne beneficia se questo ritiene che l’abbattimento sia permanente”, ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan alla platea di Comunione e liberazione. La stessa davanti alla quale, il 25 agosto, il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva ribadito la sua promessa di cancellare Imu e Tasi sulla prima casa dal 2016. È probabile che il ministro abbia voluto, nel rilanciare la promessa di Renzi, calcare l’accento sull’ultima parte della sua frase: “Se ritiene che l’abbattimento sia permanente”.

Se la tassa viene cancellata ma per poco, oppure abolita ma solo per essere riproposta con altro nome, probabilmente l’effetto positivo sarà scarso. E in passato, dall’Ici all’Imu alla Tasi, di annuncio in annuncio, di abolizioni finte o provvisorie se ne sono viste fin troppe. Non a caso il nodo principale dell’abolizione delle tasse sulla prima casa (quel che resta di Imu e Tasi) è e resta la copertura finanziaria: cosa che preoccupa notevolmente i comuni, dato che l’imposizione sulla casa è l’unica di sapore federalista, oltre che l’unica di carattere patrimoniale presente in Italia.

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Per i tagli alle tasse caccia a 30 miliardi

Mercoledì, 22 Luglio 2015

Quest'articolo è stato pubblicato il 21 luglio sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Il primo giro di boa si chiama Spending Review e vale 10 miliardi. Il secondo si chiama Commissione europea, e vale almeno 16 miliardi, che potrebbero salire a 20. Questa la doppia scommessa contabile sulla cui riuscita Matteo Renzi conta per trovare i soldi necessari a finanziare il suo piano di riduzione fiscale di qui al 2018. E poiché, in tema di tasse, un’esperienza ormai antica ha mostrato la distanza tra il dire e il fare, gli occhi di tutti sono puntati lì: sulla copertura finanziaria della “rivoluzione copernicana”. Affidata a Yoram Gutgeld, commissario renziano alla spending review, e alla diplomazia del ministro Padoan presso Bruxelles.

Con un mattone al collo

Venerdì, 30 Agosto 2013

Confermando la cancellazione della prima rata dell'Imu 2013, rinviando alla legge di stabilità la decisione sulla seconda rata e spostando sulla “service tax” il compito di sostituire l'Imu nel 2014, il governo Letta-Alfano non ha solo ribadito la sua abilità sopraffina nella tattica del rinvio. È vero, di fatto non c'è ancora nulla di nuovo, tant'è che la Commissione europea aspetta lumi sulle coperture finanziarie prima di pronunciarsi sulla sparizione dell'Imu dall'orizzonte dei conti fiscale 2013. Ma questo non vuol dire che siamo al nulla di fatto: c'è molto di fatto, e tutto in negativo. Cioè in senso esattamente contrario alla equità tra cittadini, tra generazioni, tra territori. E dunque, in senso opposto a quello che un partito di pur vaga collocazione a sinistra come il Pd dovrebbe volere, e che infatti pur vagamente aveva scritto nei suoi programmi e promesso ai suoi elettori. Per questo, al di là della maggiore abilità propagandistica, sull'Imu ha davvero vinto la destra.

Il regresso dell'Imu

Mercoledì, 08 Maggio 2013

Costosa, inutile e dannosa. La prima manovra economica del governo Letta-Alfano, oltre a consegnare un plateale successo politico a Silvio Berlusconi – che vede la sua bandierina elettorale trasformata in decreto legge, il primo del neonato esecutivo – si colloca al di fuori di qualsiasi logica economica e al centro di un disegno redistributivo preciso: di censo (dai più poveri ai più ricchi), generazionale (dai più giovani ai più vecchi), territoriale (dalla periferia al centro).

La casa al centro, i giovani al margine

Mercoledì, 23 Gennaio 2013

Con chi parliamo quando parliamo di Imu? Il ritorno del settantaseienne Berlusconi, alla sua sesta campagna elettorale, ha portato con sé tra le altre cose anche il gran ritorno della questione delle tasse sulla casa in proprietà. In molti lo hanno seguito, e così il discorso pubblico si è concentrato sul numero più classico dell'anziano prestigiatore, che prova così a risalire la china ripetendo il colpaccio che già gli riuscì nel 2006. Nel terrore generale: la tassa sulla casa riguarda tutti si dice; perché quasi tutti sono proprietari in Italia, si aggiunge. Dimenticando vari dati di realtà, e soprattutto dimenticando i giovani (retoricamente messi al centro di tutto fino a pochi giorni prima), che è molto difficile che siano appena usciti dall'angoscia della seconda rata dell'Imu, semplicemente perché una casa non ce l'hanno. Lasciando stare quelli che vivono con i genitori, i dati di Bankitalia ci dicono che il 40% delle famiglie con capofamiglia sotto i 34 anni vive in affitto, e il 13% ad altro titolo diverso dalla proprietà. Allora: con chi parliamo quando parliamo di Imu?

Caro Hollande, cambia il fisco per le donne

Venerdì, 05 Ottobre 2012

"Per una rivoluzione fiscale". In un brillante pamphlet, Landais, Piketty e Saez spiegano come ricostruire dalla base le tasse. E dicono no al quoziente familiare: penalizza le donne che lavorano, e porta il fisco a entrare in scelte personali da cui dovrebbe restare fuori. Un dibattito francese, che parla molto anche a noi

Un mio articolo per www.ingenere.it

 

Arnault, Libé e una vecchia canzone

Lunedì, 10 Settembre 2012

"Should five per cent appear too small - Be thankful I don't take it all", cantavano i Beatles nel lontanissimo 1967. Il 95% era l'aliquota sui super-ricchi, e quello che diceva "ringrazia che ti lascio il 5" era The taxman, l'orrido omino delle tasse. ('Cause I'm the taxman, yeah I'm the taxman').  I Beatles, a quel punto, erano già nel top 1% dei redditieri più ricchi, a modo loro dicevano la loro, antipatizzando col taxman.

E se facessimo pagare i ricchi?

Martedì, 28 Agosto 2012

"Caro Cameron, fammi pagare più tasse". L'ultimo appello, in ordine di tempo, è venuto dallo scrittore inglese Mark Haddon. Autore-cult e di gran successo, con i suoi due milioni di copie vendute è entrato da qualche anno nella schiera degli abbienti. E da lì attacca il suo governo: «Le vostre misure di austerità hanno fatto soffrire molta gente, ma non hanno neanche sfiorato i benestanti come me».

17

Venerdì, 27 Luglio 2012

A me i trilioni mi fanno venire in mente solo Paperino e il deposito dello zio. Però è in trilioni che si misura l'evasione fiscale nel mondo. Secondo un libro scritto dall'economista James Henry sono 17 i trilioni di euro nascosti in paradisi off-shore. Più o meno, la somma del Pil americano e di quello giapponese. (Ho trovato tutte le info qui, il libro non l'ho ancora letto ma credo che meriti).

Equitaly

Mercoledì, 16 Maggio 2012

In poche settimane, la crisi si è fatta in carne e ossa. Prima erano numeri, annunci, previsioni. Liquidate come roba da cassandre da quel Berlusconi che vedeva ristoranti e aerei sempre pieni, e che adesso dal pensionamento cerca invano di spiccicarsi di dosso l'etichetta del disastro. Chi aveva perso il lavoro, i precari ai quali non era stato rinnovato il contratto, gli stranieri sospinti a tornare nel sommerso: tanti se ne erano già accorti.

Un Renzi in due staffe

Martedì, 22 Novembre 2011

Finalmente l'emergenza della bassa occupazione femminile è entrata anche nel dibattito politico: si comincia a capire che metter mano a tale questione può aprire una via d'uscita in più, e innovativa, dalla crisi economica che stiamo vivendo. E' tuttavia necessario maneggiare con cura gli strumenti che potrebbero servirci per raggiungere l'obiettivo, e stare attenti a non confonderli o peggio a darceli sui piedi.

Claudietto e il Governatore

Martedì, 01 Giugno 2010

“Ma perché, tu le paghi le tasse?”. Una delle scene clou di un bel film italiano, nelle sale in questi giorni- “La nostra vita”, di Daniele Luchetti – e un passo della Relazione annuale del governatore della Banca d'Italia. Proviamo a leggerle insieme, sperando che il racconto della nostra vita reale che viene dal cinema porti aiuto; che il vederci nello specchio dello schermo stimoli una reazione, uno scatto di nervi al posto della contemplazione inerme delle cifre, dei fatti, delle cronache dell'economia e della politica.

L'Italia è malata, bastoniamola

Mercoledì, 26 Maggio 2010

Il debito pubblico italiano è troppo alto in rapporto al Pil? Certo che sì. Serve a qualcosa, la manovra da 24 miliardi sobriamente definita da Tremonti “un tornante della storia”? Certo che no. Da tempo gli economisti (solo alcuni per la verità) cercano di spiegare quello che i bambini di solito studiano in quarta elementare, cioè le frazioni: se scende il numeratore, ma contemporaneamente scende anche il denominatore, non è detto che il valore del rapporto si riduca.

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