Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

tremonti

Tamburi di latte

Martedì, 29 Marzo 2011

Fendi, Gucci, Bottega Veneta, Ferrè, Valentino, Bulgari, per citare solo i marchi della moda. Galbani, Invernizzi, Locatelli, Bertolli, per passare a quelli dell'alimentare. Telettra, Acciai Terni, Nuovo Pignone, per parlare anche dell'industria pesante. Non sono pochi, i gioiellini italiani venduti agli stranieri. Perché Parmalat dovrebbe valere di più? Perché adesso, in occasione della scalata francese all'azienda agroalimentare di Parma, si cambiano regole e si introducono nuovi strumenti per proteggere l'italianità dell'impresa?

Il suicidio dell'Europa

Lunedì, 28 Giugno 2010

La manovra economica del governo italiano, per quest'anno, avrà un impatto “zero” sull'occupazione. Cioè, non avrà nessun effetto sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Negli anni successivi, invece, un effetto l'avrà e sarà negativo: meno 0,1 nel 2011 e meno 0,2% nel 2012, per la precisione. Chi spara questi numeri? I soliti disfattisti dell'Istat, della Banca d'Italia, o quel sondaggista che non sta simpatico al presidente del consiglio? Niente affatto.

L'Italia è malata, bastoniamola

Mercoledì, 26 Maggio 2010

Il debito pubblico italiano è troppo alto in rapporto al Pil? Certo che sì. Serve a qualcosa, la manovra da 24 miliardi sobriamente definita da Tremonti “un tornante della storia”? Certo che no. Da tempo gli economisti (solo alcuni per la verità) cercano di spiegare quello che i bambini di solito studiano in quarta elementare, cioè le frazioni: se scende il numeratore, ma contemporaneamente scende anche il denominatore, non è detto che il valore del rapporto si riduca.

Alle tv un regalo da 2 miliardi

Lunedì, 17 Maggio 2010

Angela Merkel ha i suoi problemi con le casse europee, ma per quanto riguarda quelle tedesche può consolarsi guardando al tesoretto che si sta accumulando ai piedi della vecchia tv. All'asta pubblica partita da alcune settimane, gli operatori di telefonia mobile fanno la fila con il portafoglio in mano per aggiudicarsi le frequenze lasciate libere dal passaggio al digitale terrestre. Finora sono entrati 2,5 miliardi di euro, la previsione del governo è di chiudere con un incasso che tra i 4 e gli 8 miliardi.

Tremonti e gli economisti

Lunedì, 07 Settembre 2009

Oltre che i giornalisti, i portavoce Ue, gli insegnanti meridionali, i fannulloni, i giudici e gli immigrati, il governo ha scelto gli economisti come nuovo chiodo a cui appendere la rabbia collettiva. Attaccati in blocco come “maghi e stregoni”, alcuni economisti hanno risposto con una lettera aperta nella quale rivendicano il diritto di parola.

Il mistero dei 34 miliardi scomparsi

Lunedì, 07 Settembre 2009

Dopo aver passato mesi a negare che la crisi ci fosse, gli esponenti del governo hanno cominciato a informarci con soddisfazione del fatto che la crisi sta finendo. Le organizzazioni internazionali, alcuni centri studi, persino quei guastafeste della Banca d'Italia (gli stessi che secondo Gasparri sono portatori di dati “inattendibili” quando parlano del lavoro degli immigrati), dicono che ci sono in giro dei primi, timidi segnali di ripresa dell'economia. E' vero? In che misura questo riguarderà l'Italia? Cosa possiamo aspettarci per l'autunno?

Chi ricerca trova un Tesoro

Domenica, 14 Giugno 2009

Non tutta la ricerca italiana fa la fame. In quel di Genova c'è un tesoretto, ed è nelle mani dell'Istituto Italiano di Tecnologia: Iit, ribattezzato Istituto Italiano Tremonti dal nome del ministro che l'ha inventato qualche anno fa, creando un'enclave riservata per la ricerca scientifico-tecnologica in Italia, sotto l'egida del ministero dell'Economia. Oltre 500 milioni dal 2004 a oggi, in massima parte ancora da spendere.

G-8 miliardi: la terremotonomics

Domenica, 26 Aprile 2009
Dal set dei ricchi a quello dei terremotati, il Grande Evento si sposta. Ma cosa sarà della ricostruzione d'Abruzzo, partita con la bufala del 5 per mille e finita (per ora) con lo spostamento dell'inutile vertice dei Grandi malati di recessione? E da dove vengono quegli otto miliardi promessi? Un passo indietro. “Quando ho fatto l'ipotesi del 5 per mille non era per togliere al volontariato ma per aggiungere qualcosa per l'Abruzzo. La scelta successiva è stata di rinunciare a questa misura perché la polemica radicalizza tutto.

Tremonti chiude le Scip, il conto a noi

Giovedì, 12 Febbraio 2009

Un miliardo e settecento milioni, e non se ne parli più. Lo stato salda il conto e chiude la decennale vicenda della cartolarizzazione più grande d'Europa. Nata e finita per opera di Giulio Tremonti. Lo stesso che scrive, della crisi in atto: “La nuova tecnica della finanza ha invece consentito, a chi raccoglie il denaro, di liberarsi dal rischio e di farlo con una tecnica per cui si vende a terzi il rischio, incorporandolo in nuovi prodotti finanziari. Così che meno rischi e più guadagni.

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