Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Unione europea

Il compromesso europeo non è all’altezza della crisi

Venerdì, 10 Aprile 2020

“Questa volta è diverso”. Il presidente dell’eurogruppo Mario Centeno ce l’ha messa tutta per dare un senso di svolta storica ai risultati dell’incontro tra i ministri delle finanze della zona euro che, in seconda convocazione come un’assemblea condominiale mal assortita, hanno finalmente trovato un accordo nella sera del 9 aprile, alla terza o quarta settimana di lockdown per quasi tutta l’Unione e alle soglie di una recessione mondiale.

Come affrontare questa crisi globale che è sanitaria ed economica

Mercoledì, 11 Marzo 2020

Tre parole: “exceptionally bad times”. Chissà se gli estensori del patto di stabilità che regola i bilanci europei avevano previsto tutto questo. Fatto sta che quelle tre parole – tempi eccezionalmente brutti –, ricordate da una nota dell’ufficio parlamentare di bilancio, si adattano perfettamente allo choc all’economia che il nuovo coronavirus sta diffondendo in tutto il mondo globalizzato.

L’Italia si unisce alla battaglia mondiale per la web tax

Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Forse è la volta buona. Dopo un primo tentativo fatto dal governo guidato da Paolo Gentiloni e uno durante la prima legislatura di Conte, la web tax, e cioè la tassa sui servizi digitali, arriva anche in Italia con la manovra per il 2020. La legge di bilancio del 2018 prevedeva un gettito di 160 milioni per il 2019, ma quei soldi non sono mai arrivati perché i decreti attuativi non sono stati varati.

Un bilancio comune e ambientalista per evitare divisioni in Europa

Martedì, 16 Luglio 2019

Fatte le nomine, bisogna fare la politica. E per la nuova Commissione europea il compito non sarà facile. La grande novità di una donna al vertice – la prima volta nella storia della Commissione, insieme alla nuova presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde – è simbolicamente molto forte, ma dice ancora poco sul contenuto delle politiche.

L'obiettivo è la crescita soprattutto dei voti

Martedì, 11 Luglio 2017

Articolo pubblicato sui quotidiani locali del gruppo Espresso

Quando si dice che i politici spesso di miopia e non riescono a vedere oltre il breve periodo, di solito si pensa al futuro. Ma la stessa cosa vale anche per il passato: nel cosiddetto “braccio di ferro” che adesso contrappone il segretario del Pd alla leadership europea sulla gestione della crisi dei profughi e sulle regole della finanza pubblica tutti sembrano dimenticare che le regole ora duramente contestate sono state accettate e firmate dai governi italiani. Così è stato, nel 2013, per il Trattato di Dublino, che prevede che gli stranieri debbano per forza chiedere l’asilo nel primo Paese europeo in cui mettono piede; e, in tempi più recenti e sotto un governo guidato dallo stesso Renzi, per la missione Triton – che ha stabilito tra l’altro l’attracco nei porti italiani delle navi di soccorso. Stesso discorso vale per il contestatissimo Fiscal compact, che costringe  i bilanci pubblici a procedere a tappe forzate verso il risanamento, e che noi abbiamo inserito in Costituzione con la sola opposizione della Lega Nord.

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