Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

università

Bye bye, vecchie university

Sabato, 25 Febbraio 2017

Articolo pubblicato su Il Venerdì della Repubblica, il 24 febbraio 2017

Qualche dubbio, dopo il voto su Brexit, Alice lo ha avuto. «Mi sono chiesta se restare in un posto che non è più lo stesso». Anche se il posto è Oxford, che oltre a tutte le altre medaglie ha il sesto posto nella classifica mondiale delle università più internazionali. «Ma poi ho deciso: la mia vita è qui finché non mi cacciano». Alice Lazzati è una ricercatrice di ventinove anni e di frontiere non vuole sentire parlare, neanche nel suo campo di studio: a cavallo tra economia e sociologia, da Milano (Bocconi) a Oxford, dove sta finendo il dottorato.

Cosa vuole la lobby delle università telematiche dal senato

Venerdì, 03 Febbraio 2017

Hanno macinato studenti e profitti, in una crescita mirabolante, negli anni in cui l’università statale perdeva colpi. Riempiono cartelloni pubblicitari e spot dalle radio al cinema, con i loro studenti sorridenti davanti al laptop nei parchi. E adesso riescono nell’impresa di riunire quasi tutto l’arco parlamentare, altrimenti litigiosissimo, in una guerra sotterranea di emendamenti in quella fiera delle lobby che è l’esame del “milleproroghe”.

Dietro la fuga delle matricole (#comesiamo cambiati, in numeri)

Venerdì, 30 Ottobre 2015

Unico paese in Europa, l'Italia ha subìto una fuga dall'università negli anni della crisi, e si è ridotta la percentuale di studenti che passano dalla scuola superiore all'università. Segno che le famiglie hanno disinvestito in istruzione: già, ma quali famiglie? Dal 2008 al 2014, c'è stato anche un calo drastico dei già pochi fondi per il diritto allo studio: borse, alloggi, contributi. (dal capitolo 5 del libro "Come siamo cambiati")

Università, paradossale guerra ai fuoricorso

Mercoledì, 04 Marzo 2015

Caccia grossa al fuoricorso. L’eterna lamentela sul numero eccessivo di studenti italiani che non si laureano “in tempo” è diventata un problema contabile serio. Da quando dalle stanze ministeriali è uscita la tabella che assegna i fondi pubblici agli atenei, mettendo in pratica la grande novità del “costo standard per studente in corso”. Che di fatto cancella dall’università italiana almeno 700.000 persone, perché fuori corso.

Fine di un'epoca alla Sapienza

Lunedì, 22 Settembre 2014

“Il futuro è passato qui”, dice il motto che l’università La Sapienza di Roma esibisce, affianco al suo celeste Cherubino. Chissà che non si capovolga a giorni, diventando “il passato è futuro, qui”. Alla vigilia delle elezioni per la carica di Rettore già celebrate a destra e a manca come quelle della “fine dell’era Frati” – il potente e discusso Rettore, gran barone medico ed esperto navigatore politico, orfano recente della dipartita dell’Udc -, mentre i sei candidati fanno a gara nel distanziarsi dalla precedente gestione, molti si chiedono infatti quanto il passato (quello recente, non quello glorioso dell’università “che ha formato la classe dirigente italiana”) tirerà la giacca al futuro imminente.   La posta in gioco è enorme: non solo perché La Sapienza resta la più grande università d’Europa, dunque un polo cruciale per il futuro della conoscenza in questo paese (..);

Sbagli il modulo? Ti tartasso

Mercoledì, 12 Giugno 2013

Nel maggiore ateneo d'Italia, La Sapienza di Roma, è caccia grossa all'evasore. Peccato che nelle maglie del rettore-esattore incappino molti studenti che, più che in un paradiso fiscale, sono finiti in un incubo burocratico dal nome Isee. L'indicatore della situazione economica apre infatti le porte a vari servizi e tariffe agevolate, anche sulle tasse universitarie, che alla Sapienza sono divise in ben 34 scaglioni (da un minimo di 300 euro all'anno a un massimo di 1.800-2.000 euro). Guai però a sbagliare la compilazione dei moduli.

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Rettori per sempre

Giovedì, 20 Settembre 2012

E non se ne vogliono andare. Non si parla di figli eterni adolescenti, o di politici attaccati alla poltrona, ma di stimati accademici sulla soglia di una rispettabile vecchiaia. Una ventina di rettori di altrettante università, scaduti o in scadenza, aggrappati a un codicillo che gli permette di restare per un altro anno in carica. Con la benedizione del meritocratico ministro Profumo. Ma la vicenda sta scatenando la guerra, metaforica e giudiziaria, in molti atenei: da Torino a Messina, da Parma a Viterbo. 

(Articolo pubblicato sull'Espresso, numero 38 2012). Si può leggere anche qui

P.S. Ricevo dal Comitato nazionale "No proroga rettori" il testo di lettera aperta al ministro Profumo che sta girando per tutte le università italiane...

Più laureate, meno pagate. Il gender gap col tocco

Lunedì, 13 Agosto 2012

(scritto con Paola Villa)

Le lauree che danno minori sbocchi lavorativi sono anche quelle più “povere” e con maggior impatto sullo squilibrio di genere: lo dicono i dati Istat sulla condizione occupazionale dei laureati (Indagine 2011 sui laureati del 2007). In un precedente articolo abbiamo analizzato i dati sugli sbocchi occupazionali, evidenziando l'impatto della crisi economica sulla probabilità dei neolaureati di trovare lavoro, e il relativo gap di genere, notando che le neolaureate hanno minore probabilità di trovare lavoro rispetto ai colleghi maschi per tutti i tipi di laurea e tutte le discipline, ma la misura dal gap è differente per le diverse discipline: si evidenzia una penalizzazione, anche dal punto di vista di genere, per gli indirizzi geo-biologico, giuridico, letterario, psicologico e linguistico.

Dottorati agli amici del rettore

Lunedì, 16 Luglio 2012
Porte chiuse all'università, ma non per tutti. Mentre dei nuovi concorsi da ricercatore s'è persa traccia e i fondi per le borse di studio sono sempre meno, alla Sapienza di Roma ci sono dottorati super-blindati, grazie a intrecci di carriere accademiche, politiche e studentesche che continuano a svolgersi con la benedizione dell'onnipresente rettore Luigi Frati.

Prof, lei vale zero

Giovedì, 10 Maggio 2012

Professore, lei vale 0, Oppure: stavolta se l'è cavata: mezzo punto. Ahi ahi, non ci siamo, doveva portare tre lavori e ne ha presentati solo due: fanno meno 0,5. A molti studenti può sembrare un sogno: stiamo dando i voti a professori e ricercatori universitari. È partita la valutazione di massa degli atenei italiani, targata Anvur. Una macchina gigantesca, che pompa numeri e polemiche a pieno ritmo, immettendo e sfornando classifiche.

Ti ho beccato, barone

Martedì, 17 Aprile 2012

Giovani, ultralaureati e infuriati. E soprattutto connessi in rete. Da un gruppo facebook è nato un piccolo terremoto in alcune università italiane, che ha fatto saltare un concorso e ne ha messo un altro in stand-by. Oggetto: la trasparenza nei concorsi. In particolare quelli da ricercatore, per i quali ci sono stati gli ultimi bandi per i posti fissi, destinati a sparizione della riforma Gelmini. Naturale che su questi posti si concentrassero attese, speranze, polemiche, come sempre.

Alla ricerca della ricerca perduta

Mercoledì, 27 Gennaio 2010

Nel palazzone del Cnr, in piazzale Aldo Moro a Roma, c’è una grande biblioteca nella quale sono consultabili le riviste scientifiche di tutto il mondo. Peccato che non ci siano i ricercatori, gradualmente decentrati per far posto al corpaccione amministrativo (oltre 2mila persone, due amministrativi o tecnici ogni 3 ricercatori). Poco male, si dirà, tanto c’è l’abbonamento internet. Peccato però che anche in rete le riviste siano accessibili solo dalla sede centrale, salvo pagarsele.

Povera scuola in povera Italia

Mercoledì, 15 Luglio 2009

Tagliata, ridotta, messa a dieta dalle scelte di bilancio ministeriali, e messa ai margini della grande politica, la scuola italiana vive un momento di grande interesse teorico: libri, convegni, ricerche, rapporti. Cresce il numero degli ricercatori e dei centri di studi che si occupano del sistema scolastico, vedendo nei suoi guasti la radice di molti mali. In particolare, di scuola si occupano molto gli economisti.

Ricercatori al microscopio

Domenica, 07 Giugno 2009

Gruppi di umani alle prese con risorse scarse. Non è un tema solo per economisti, come dimostrano quattro fisici teorici - Emanuele Pugliese, Claudio Castellano, Matteo Marsili e Luciano Pietronero – che si sono messi a studiare i comportamenti dei propri simili:  i ricercatori italiani, in competizione per aggiudicarsi i fondi per mandare avanti il proprio lavoro. Che da noi si tratti di una guerra tra poveri, è cosa nota. Ma: come si muovono le persone dentro il gruppo,  nel momento di preparare il progetto e in quello dividersi lavoro e soldi?

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