Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Tibex, Sardex e le altre monete alternative che hanno sempre più successo in Italia

Lunedì, 23 Gennaio 2017

Un ristoratore siciliano a Roma, un imprenditore che fa sistemi antincendio, una consulente d’azienda, un pasticciere, uno che fa formazione professionale, una giovane pubblicitaria, un ottico… metti una sera a cena con un gruppo di persone che mai avrebbero pensato di trovarsi insieme, per piacere o per affari. E che adesso hanno in comune una moneta che non c’è: a Roma si chiama tibex, e cerca di emulare le gesta del più famoso sardex, l’enfant prodige delle monete complementari.

Cresciuto a ritmi mirabolanti negli anni in cui tutto scendeva, nel mondo e soprattutto nella Sardegna deindustrializzata. Entrato anche in qualche comune e nei bilanci di gruppi importanti, e negli appunti degli studenti di economia politica dei nuovi media alla London school of economics. Oggetto del desiderio dei no euro, del dileggio di chi ci vede una nostalgia del baratto, dell’interesse (finora solo dichiarato) di qualche amministratore grillino, il sardex e tutto il mondo delle monete complementari sono quasi sempre considerati come una curiosità o un’utopia; raramente come una realtà economica, piccola e locale ma in crescita.

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