Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Un bilancio comune e ambientalista per evitare divisioni in Europa

Martedì, 16 Luglio 2019

Fatte le nomine, bisogna fare la politica. E per la nuova Commissione europea il compito non sarà facile. La grande novità di una donna al vertice – la prima volta nella storia della Commissione, insieme alla nuova presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde – è simbolicamente molto forte, ma dice ancora poco sul contenuto delle politiche.

Anzi, per la politica economica – quella del volto arcigno dell’austerità fiscale – il poco che dice è negativo. Non solo perché Ursula von der Leyen è una conservatrice tedesca, molto vicina ad Angela Merkel, esponente della linea del rigore dalla quale la Germania e l’Unione tutta non si sono formalmente mai allontanate (pur avendo acconsentito a una flessibilità concessa di fatto ma mai ammessa di diritto). Ma anche perché il patto che ha battezzato le nuove nomine – ancora all’insegna dell’asse franco-tedesco – ha tenuto fuori il sud dell’Europa e chi ha più bisogno di allentare i vincoli dell’austerità (ci sono anche i francesi tra questi paesi, ma probabilmente Macron pensa di poter ottenere eccezioni per il suo paese senza far fronte comune con gli altri “spendaccioni”).

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