Roberta Carlini

Giornalista, si occupa (quasi) di tutto a partire dall'economia

Un prestito per aiutare gli studenti e salvare le università

Lunedì, 27 Aprile 2020

L’istruzione universitaria è uno dei temi di cui si è parlato di meno durante l’emergenza dovuta al nuovo coronavirus. Non solo perché durante la fase uno gli atenei italiani sono riusciti a organizzare le lezioni a distanza un po’ più agevolmente delle scuole primarie e secondarie. Né solo perché l’urgenza di riaprire le attività produttive ha oscurato altri temi della vita sociale, a partire proprio dall’istruzione. Ma perché per l’università, oltre al come e al quando ricominciare, la questione essenziale è chi? Quanti e quali studenti che si diplomeranno tra qualche mese proseguiranno gli studi?

La paura è che la crisi colpisca anche le immatricolazioni negli atenei. “L’università rischia il crollo degli studenti”, ha detto alla Stampa il ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi, “temiamo che il 20 per cento abbandoni i corsi”. Il timore è che a pagarne il prezzo siano soprattutto le ragazze e i ragazzi delle classi sociali e dei territori più deboli. Sarebbe un grave arretramento per tutto il paese. Per evitarlo si potrebbe mettere in campo uno strumento specifico, non molto costoso né complicato, nella forma di un prestito agli studenti garantito dallo stato, da restituire a fine studi quando si comincia a lavorare.

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